Ogni Persona ha la sua storia.
II mio lavoro consiste nel leggerle
e trovare il ruolo più adatto
per ognuno.

Persone, idee, etica e progetti vengono prima di bilanci, numeri, slide e investimenti.
Per questo io ti chiedo “chi sei” e non “che cosa fai”.
Spiacente, non conosco altro modo per fare il recruiter.

Cerco persone per ruoli di middle e top management, prima le conosco, poi le accompagno personalmente nelle aziende per i colloqui. Social Media, nuovi canali di comunicazione, ma soprattutto una rete di relazioni di qualità mi permettono di presentare Persone e non curriculum.

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Credo che le relazioni fra le Persone siano alla base del futuro del lavoro, in cui prima si dà poi si riceve.

Credo anche che la qualità del lavoro dipenda dalla quantità del tempo che passiamo fuori dall’ufficio, nelle competenze personali e nel riconoscimento che queste meritano.

Non credo nelle palestre e nelle lavanderie in azienda, nelle etichette, nell’Inglese perfetto delle slide proiettate da quelli che poi al bar ordinano “water with gas”. Non credo ai video aziendali, ai biglietti da visita lunghi un chilometro,  all’“innovazione”, al “cambiamento” e alle “persone al centro” se sono solo slogan con cui mettersi in mostra nei convegni.  

Etica e attenzione verso i candidati

Mi occupo di selezione e divulgazione di buone pratiche per valorizzare l’area delle Umane Risorse (come le chiamo io). 

Contraddistingue il mio modo di lavorare: guardare alle Persone come valore e non come processi, rispondere ad ogni candidatura, guidare le aziende anche su percorsi non convenzionali. 

Voglio trasmettere a chi si prende cura delle Persone la stessa curiosità e attitudine alle relazioni umane, la pazienza nel ricercare i lati più nascosti delle Persone al di là dei curriculum (che comunque sono importanti) e delle apparenze.