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L’ algoritmo che licenzia le vittime del food delivery. Che bella innovazione!

Un’altra cenetta a domicilio che è costata (oltre ai soliti 9 euro della consegna media) una nuova vittima delle piattaforme di food delivery.

Si chiama Sebastian il rider deceduto l’altra sera a Firenze e per una volta a favore delle statistiche addomesticate ad arte, era davvero un giovane studente di 26 anni. A differenza dell’ultima e della penultima vittima toscane: extracomunitari e “ultimi” costretti a fare questo lavoro che non prevede contratti nè tutele, per sostenere le rispettive famiglie.

Nonostante le (ormai) decine sentenze dei tribunali, le condanne per caporalato, quelle per abuso di algoritmo, è evidente che l’attività di lobbying con cui GlovoDeliverooUber eatsJust Eat Takeaway.com e compagni continuano a fatturare miliardi pagando spiccioli in tasse e surfando sull’indice di povertà al rialzo del nostro Paese, è molto più efficace delle vuote parole di sindaci e sindacati che anche in questa occasione non hanno mancato di fare una figura meschina.

Il sindaco Dario Nardella, se davvero volesse prendere una posizione nei confronti della quarta vittima in un anno solo nella Regione Toscana, costringerebbe le piattaforme a mettersi in regola o ne vieterebbe radicalmente e definitivamente l’utilizzo.

La ciliegina sulla torta, nella settimana in cui nel nostro Paese si celebra la settimana dell’Innovazione e sfilano a Torino le cheerleader del digitale a tutti i costi, è la lettera di licenziamento recapitata a Sebastian “per non aver rispettato i termini”.
Naturalmente, alla vittima – dice la lettera – “verrà riconosciuto quanto ancora dovuto”.

Naturalmente.
La bellezza dell’algoritmo, in entrata e in uscita.
Pensateci bene, quando deciderà per voi negandovi diritti acquisiti e non ci sarà nessuno dall’altra parte a valutare la situazione e a prendere una decisione con coscienza.

Tutto questo succede in una settimana dove a Firenze ci sono 24 gradi, nessuna tormenta prevista e la città è piena di posti dove il food trash da turista di terz’ordine è possibile andarselo a prendere con le proprie gambine.

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