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Le imprese chiedono più immigrati e il Governo ubbidisce.

Erano circa sei anni che il numero dei flussi migratori era bloccato per preciso volere di alcune aree politiche (inutile specificare quali e con quali motivazioni; non è questo il luogo dove discutere se a ragione o se a torto).

Nella settimana di Natale il Governo ha approvato lo sblocco dei flussi migratori, portando da 30.000 a 80.000 il numero di coloro che potranno godere di cittadinanza e permesso di lavoro nel nostro Paese.

Dal mio punto di vista una misura necessaria (oltre che umanamente lodevole), considerando che il nostro Paese sta invecchiando rapidamente e soprattutto che ci sono mestieri assolutamente necessari che gli Italiani si rifiutano di svolgere.

Il (solito) ruolo di Confindustria

Tuttavia, è importante sapere che questa decisione ha motivazioni ben diverse da queste e (ancora una volta) è stata presa su pressione di Confindustria e in particolar modo da alcuni di quegli imprenditori come Paolo Agnelli, Presidente di Confimi Industria (la Confindustria dell’alluminio) che da anni militano sui giornali e in televisione dichiarando di non trovare personale “qualificato”. (Rimando alla ormai famosa Saga in cui questi imprenditori si lamentano da anni scaricando minori o maggiori responsabilità a seconda dei Governi in carica, ma delle loro offerte di lavoro non vi è traccia, nè tantomeno si conoscono le condizioni contrattuali proposte.)

Alla luce anche di alcuni fatti di cronaca recenti che hanno visto l’utilizzo di cooperative senza scrupoli da parte di aziende con nomi importanti, viene da riflettere sulle conseguenze di una decisione di questo genere in termini di caporalato, sfruttamento o anche solo di pressione intimidatoria nei confronti di Persone alla ricerca di integrazione in un Paese straniero in ambienti poco ospitali.

Soprattutto a fronte di un Ministero del Lavoro come l’attuale, poco sensibile alle politiche attive del lavoro, orientamento e formazione professionale, misure necessarie per tutelare le categorie più svantaggiate come possono essere – ma non solo – gli immigrati.

Il rischio è che queste Persone finiscano in mano a ,”imprenditori da capannone” a fare carne da macello, facendo tracollare ulteriormente la cultura del lavoro del nostro Paese.

Questa foto è quella che ho scelto per la Newsletter di Natale di FiordiRisorse – Una Nuova Cultura del Lavoro, in cui abbiamo parlato proprio di questo.
Vi presto la mia, se avete voglia di pensare: https://lnkd.in/dp3kDRku

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